Con Proporzionamento si intende il rapporto tra un determinato elemento e le altre parti di un organismo architettonico. Le forme di proporzionamento si basano sul rapporto tra numeri interi e irrazionali (sezione aura, etc…). Il modulo (da modus=misura) è la griglia di riferimento con cui, ripetendo l’unità di misura determinata (entità numerica o geometrica), si dispongono gli elementi dell’organismo architettonico secondo determinate regole di un grado qualsiasi di complessità. Tutti questi rapporti sono facilmente desumibili da operazioni grafiche e individuabili con l’uso di strumenti “tracciatori” (compassi e squadre). Se nell’architettura antica e rinascimentale il modulo è rappresentato da una parte dell’organismo, assunta come canone proporzionale, nell’architettura moderna è l’unità di misura normalizzata (che facilita la produzione degli elementi prefabbricati). Di seguito, per facilitare la comprensione, è riportato un esempio sulla morfologia e il proporzionamento degli ordini dorico, ionico e corinzio secondo l’impiego dei moduli

Sin dall’antichità i progettisti, per dimensionare gli spazi architettonici orizzontali e verticali, sono sempre ricorsi alle proporzioni per operare un controllo sulle relazioni che esistono tra i diversi elementi che li compongono. Tali rapporti possono essere irrazionali o modulari, rappresentare le forme della natura o la geometria euclidea sotto un unico sistema universale, che secondo svariate teorizzazioni si fa risalire al dimensionamento del corpo umano, considerato il “culmine della perfezione” che la natura ha potuto raggiungere. I vari sistemi di proporzionamento elaborati e utilizzati in architettura ci forniscono le regole per poter considerare le parti in rapporto reciprocamente armonico. Tali regole, però, risultano di efficacia relativa poiché la loro validità è mutata nel tempo unitamente al gusto. Tra tutte le leggi utilizzate le più importanti sono:- il canone per la proporzione della figura umana (dall’antichità – Egizi – Grercia – passando per il Medioevo e il Rinascimento, fino al XXI secolo); - la sezione aurea (Grecia);- la quadratura e la triangolazione (già dal Gotico, ma soprattutto durante il Rinascimento e nel Barocco); - la proporzione armonica (Grecia);- il Modulor (XXI secolo).
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Dürer sull’indicazioni di Vitruvio contenute nel De Architectura libri decem scrive:
” ma per quanto si voglia parlare dell’edilizia o di parti di essa, credo che a nessuno tra i famosi capomastri o artigiani sia sfuggito come l’antico romano Vitruvio abbia scritto nei suoi libri con magistrale abilità dell’equilibrio, della funzione e delle decorazioni delle strutture: per questo tutti ne dovrebbero seguire e far proprio l’insegnamento”.
Le Corbusier riferendosi al Modulor dice:
“…l’uomo sfuggito allo spirito accademico ha la testa sgombra di pregiudizi e gli occhi rivolti alla natura. Cubista, tend alla definizione plastica dei fenomeni, ragiona per immagini. Discende da una famiglia di musicisti, ma non conosce le note…, la musica è tempo e spazio come l’architettura. La musica e l’architettura dipendonodalla misura”.
la massima di Protagora:
“l’uomo è la misura di tutte le cose, dell’esistenza di tutte le cose che sono e della non-esistenza delle cose che non sono”.